Alpi 4000, oltre l’ultra

Atteso da tutti i Rando-Biker l’evento principale dell’anno.

Venerdì 20 Luglio, si parte di primo mattino da Cecina per arrivare a Bormio per il ritiro delle carte di viaggio con il capitano Tiziano Cantini,  il Sabato aspettando il briefing facciamo un giro nel centro di Bormio, paese spettacolare fino ad arrivare all’ora x e poi cenetta in un locale dove tutte le pietanze sono fatte a mano come nelle grandi famiglie di una volta.

Domenica 22 luglio ore 7:00, si parte per la prima tappa dove andiamo ad affrontare già 4 passi non di poca importanza con lo sconfinamento in Svizzera, spariscono tutte le tensioni e le paure e  sopra al passo Bernina già con i sorrisi sulle facce di tutti, da li si inizia a scendere verso St Moritz, fantastico già a questo punto si può capire la bellezza di quello che andiamo a fare il nostro obiettivo del primo giorno era arrivare a Biella pedalando per ben 339 km passando per il lago di Como il lago di Lugano e il lago Maggiore trovando anche il più noto “FACHIRO” di sempre il “SIOR” Fulvio Gambaro che con un suo improvvisato ristoro è venuto ad abbracciarci e darci il buona strada a tutti.

Dopo si riparte con l’intento di dare una bella sgassata per arrivare a Biella in serata, ma il Capitano comincia ad avere problemi ad un ginocchio capriccioso, lo fa dannare con continue fitte e dolori acuti, la ciliegina sulla torta ci arriva quando lo vedo sparire dietro di me, cavolo che è successo…… Torno indietro e lo trovo a bordo strada che armeggiava alla ruota dietro:

“Tiziano che e successo”  “un raggio mi si e rotto un raggio”.

Arrivati a Biella a stento, mi sento dire France vai tu io mi ritiro…. Mi cade il mondo addosso, tutta la preparazione la voglia di poterla farla insieme svanisce.

Dopo un  ora di colloquio con il capitano decido di continuare, le sue ultime parole della giornata “Francesco cerca Marco Rasta e vai con loro fai buona strada“ e Tiziano sparisce dalla mia vista.

Il giorno seguente riparto con il gruppo di Marco Rasta composto da Fabio, Giuseppe e Moreno.

Da Biella in avanti cmq le cose non sono cosi semplici perché si deve raggiungere Susa, dove inizieranno le danze nel salire il Moncenisio passando per Leislbourg .

Da li siamo scesi e iniziato salire sul  colle più alto d’Europa il COL DE L’ ISERAN molto tosto molto lungo ma affascinante dalla sua vetta ancora innevata e con vari ghiacciai ben visibili con infiniti ruscelli d’acqua con le loro cascatine naturali dove rendevano uno scenario surreale e d’incanto dove molti di noi si sono messi a scrivere nomi saluti o dediche.

La sera ormai era inoltrata e si doveva scendere con molto freddo perché sempre a 2770 m d+ eravamo,  si decide di dormire in Francia in Val d’Isere dove saranno anche campioni del mondo ma un bidè non c e l’ hanno…….

Prima dell’alba si riparte per una lunga discesa per poi salire niente di meno che il Piccolo San Bernardo a quota 2188 m d+ e dove è appena passato il tour de France e troviamo addirittura un fine tappa con l’asfalto dipinto di rosa.

Arrivati sopra come dei bambini sappiamo che meta dell’opera e fatta ma prendendo un po’ sottogamba tutta l’immensa pianura che ci aspetta davanti, da li in avanti iniziamo a trovare innumerevoli amici sia in bici partecipanti che in servizio.

Da li si va verso Valeggio sul Mincio dove ad aspettarci manco a dirlo chi c’è il gatto e la volpe niente di meno che i famosi Luca e Fabio che anche se la sosta l’abbiamo allungata un po’  per chiaccherare di puttanate ne è valsa la pena per ricaricarsi e iniziare a risalire e scalare le ultime tappe.

Ci fermiamo a Desenzano, dormiamo e ore 6 si riparte.

In questi lunghi viaggi gli umori non sono sempre dolci e felici qualche attrito fra fratelli emerge sempre anche nelle migliori famiglie, le gambe non ci sono la testa si , sta viaggiando tutto per il meglio, faccio quello che sento dal cuore e pedalo.

Arriviamo a Silandro da Teresa al “bici grill” dove col suo accento tedesco ci ha accolti con un bel piattone di pasta al ragù e accomodati al interno per un buon riposo prima della conquista del traguardo tanto atteso PASSO DELLO STELVIO 2760 m d+

Ore 6 si riparte con un Altro componente aggiunto al gruppo un Greco dal nome impronunciabile e coscienti che e l’ultima fatica prima della gioia immensa!!

10km ancora tra ciclabile e frutteti prima di arrivare a Prato allo Stelvio dove inizia la salita, dove si trova il cartello dei tornanti con scritto 48′ da li in poi col culo rotto dalle numerose ore di sella mi sembrava di esse seduto in poltrona di un cinema a vedere un film

LA MIA ALPI4000 1550Km e 21.000 di dislivello+f

Ore 10 in cima a piangere con un Greco per tutto ciò che siamo riusciti a portare a temine, ci ricomponiamo e via con i festeggiamenti.